TRE COSE DA SAPERE SULLA MUSICA

Cos'è un'ottava? Che cos'è una quinta, e cos'è un temperamento?

Queste sono tre domande a cui vale la pena dare una risposta, al fine di comprendere al meglio la musica ed il modo in cui si è evoluta e diffusa negli ultimi secoli.


  • 1. Cominciamo con "l'ottava": spesso si parla di cantanti famosi e della loro estensione   vocale, misurata per l'appunto in ottave.                                                                          Questa convenzione nasce dalla scala di DO, infatti, numerando ogni nota:

DO  RE  MI  FA  SOL  LA  SI  do

1      2     3     4     5      6    7    8

In pratica, lo stesso suono con cui siamo partiti, lo ritroviamo alla fine della nostra scala più acuto, però,  di un'ottava.  Possiamo anche scendere di un'ottava, non soltanto salire:

              DO RE MI FA SOL LA SI DO RE MI FA SOL LA SI DO RE MI FA SOL LA SI do RE MI FA SOL LA SI do               <---grave                                                acuto--->


Ci sono molti DO in un pianoforte. Scegliendone uno solo da cui partire, avremo molti DO più gravi di un'ottava, due ottave, etc... così come avremo molti do più acuti di un'ottava, due ottave, e via dicendo.

Se facciamo due conti, però, noteremo subito che nel pianoforte, tra un DO e l'altro non ci sono soltanto sette note(tasti bianchi), bensì altre cinque(i tasti neri). In totale fa dodici! 

L'ottava, pertanto, è una convenzione occidentale, derivata appunto dall'utilizzo della scala  di sette note "DO RE MI FA SOL LA SI".  Negli anni, si continuerà a chiamarla ottava anche se, in effetti, tra un'ottava e l'altra possono esserci molte più di otto note.



  • 2. Veniamo ora alla "quinta". Questo termine indica un intervallo specifico tra due note, un intervallo estremamente consonante e gradevole all'orecchio. E' importante saperlo riconoscere perché, negli armonici naturali, la quinta compare molto spesso. Questo suono armonico è molto presente non solo negli strumenti musicali armonici (nelle foto qui sopra,da sinistra: Igil tuvano, scacciapensieri, Fujara slovacca, Didgeridoo australiano) ma anche nella voce, sia cantata che parlata! Se ci fate caso, anche senza sapere nulla di musica, si tende ad intonare un'ottava o una quinta in modo totalmente spontaneo.            Contiamo fino a cinque partendo da DO:

DO  RE  MI  FA  SOL  LA  SI  do

1       2    3     4     5      6    7    8

E' evidente che la quinta del DO, corrisponde alla nota SOL. Questo è il modo più semplice per ricavare la quinta di una nota qualsiasi. Ad esempio, se volessimo sapere qual'è la quinta del LA:

LA  SI  DO  RE  MI  FA  SOL  la

1      2    3     4    5     6     7      8

Ecco, la quinta del LA è la nota MI

Possiamo fare lo stesso gioco con tutte le note, tranne che con il SI. Infatti la quinta del SI è un FA#, ovvero una nota a metà tra il FA ed il SOL.

Qui entriamo in un argomento che richiede discrete abilità matematiche per essere compreso.


  • Il modo con cui un'ottava viene suddivisa, prende il nome di temperamento. Attualmente, il sistema più diffuso nel mondo è il "temperamento equabile" , che si basa sulla suddivisione dell'ottava in dodici semitoni, per l'appunto "equidistanti" tra loro. Questo sistema è estremamente versatile: in primis permette di poter suonare lo stesso brano in dodici tonalità diverse, senza che vi sia alcuna differenza tra una tonalità e l'altra. 
  • Con i temperamenti utilizzati fino agli inizi del 1900, invece, un brano in DO assumeva colorature diverse, dovute dagli intervalli non equabili, rispetto allo stesso brano suonato in RE. Ad esempio, era possibile avere un intervallo di quinta DO-SOL meno preciso dell'intervallo LA-MI, anch'esso di quinta.                                                                                  L'opera di Bach "il clavicembalo ben temperato", pubblicata nel 1722, consiste in una serie di preludi e fughe in tutte e dodici le tonalità, sia maggiori che minori.                        Tuttavia non è chiaro se Bach utilizzò uno strumento accordato secondo il temperamento equabile, è più probabile che egli usasse un temperamento molto simile. Quel che è certo, è che questa sua opera mise in luce i temperamenti "quasi" equabili, rispetto ad altri tipi di temperamento inequabile, detti mesotonici. Questi ultimi erano più adatti alle composizioni barocche, che richiedevano intervalli più puri. La differenza più grande, infatti, è che il temperamento equabile non ha intervalli puri ad eccezione dell'intervallo di ottava, mentre alcuni temperamenti mesotonici possono avere o le quinte, o le terze pure, nella maggior parte delle tonalità.

Se invece ci spostiamo in Oriente, soprattutto in India, notiamo che spesso manca il concetto di cambio di tonalità. Si suona e si compone musica sopra ad una sola tonalità di base, spesso data da strumenti come  Tanpura, Sitar, Harmonium o shruti box. Questo permette una maggiore libertà nell'intonazione degli intervalli, che spesso vanno a coincidere con quelli puri della serie armonica. In questi contesti capita spesso che le terze maggiori risultino calanti se paragonate a quelle del pianoforte. In realtà è il pianoforte temperato ad avere le terze maggiori crescenti, rispetto alle terze maggiori che troviamo nella naturale progressione degli armonici.

Stiamo comunque parlando di differenze molto sottili. Un intervallo puro ed un intervallo spurio suonano diversamente a livelli impercettibili per la maggior parte degli ascoltatori. La differenza tra i due è che un suono puro è privo di battimenti (o, se vogliamo, di un effetto "vibrato").            Provate questo semplice test, e provate a riconoscere gli intervalli puri da quelli temperati

Alla prossima!