Il diapason a 432: facciamo chiarezza.

Da anni, circolano numerose teorie relative all'uso del diapason a 432 Hertz ed ai suoi effetti benefici, rispetto allo standard attuale di 440 Hertz, che alcuni addirittura definiscono "dannoso" per la naturale fisiologia umana. 

PREMETTIAMO che questo articolo è totalmente a favore dell'informazione, della cultura e della musica. E' anche a favore della sperimentazione di diapason diversi dallo standard attuale, oltre all'utilizzo di sistemi di accordatura alternativi.

Tuttavia, la verità è che non ci sono differenze apprezzabili utilizzando un diapason piuttosto che un altro, bensì soltanto preferenze soggettive e oggettive, quest'ultime relative a questioni strumentistiche.

Ciò che realmente cambia la qualità della musica sono i rapporti matematici tra le note, i cosiddetti intervalli, e quindi il temperamento utilizzato (rapporti armonici, just intonation, temperamento equabile); il timbro espresso in volume, intensità e dinamica nell'attacco e in chiusura, il ritmo, melodia e armonia sapientemente intrecciate tra loro. Poichè internet è pieno di informazioni false ed inventate su tale argomento, in questo articolo andremo ad analizzare cosa è vero e cosa invece non lo è.

Se state leggendo questo articolo e siete convinti che il LA a 432 Hz sia meglio, scoprirete che per alcune ragioni è vero. Se invece credete che il 440 Hz sia nocivo, capirete che non è così. In ogni caso, lo scopo di questo articolo non è quello di farvi cambiare idea, bensì di fornire dati scientifici, dati matematici, dati storici e le nozioni necessarie per riconoscere velocemente la fuffa.

PRIMA DI TUTTO, COS'E' UN LA? E COS'E' UN HERTZ?

Iniziamo col definire che cos'è un "Hertz": l'Hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura della frequenza, grandezza fisica scoperta e dimostrata dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz, nella seconda metà del XIX secolo: un Hz corrisponde ad un impulso al secondo, pertanto un orologio ticchetta precisamente ad 1 Hz.

Heinrich Rudolf Hertz (1857 - 1894)

Anticipiamo il fatto che L'hertz si basa su un'altra unità di misura, il secondo: storicamente il secondo venne definito, in termini di rotazione terrestre, come 1/86400 del giorno solare medio, anche se oggi è lievemente meno di 1/86400 del giorno medio a causa del lentissimo e impercettibile, ma progressivo allungamento delle giornate causato dall'interazione gravitazionale Terra-Luna e la forza di marea che quest'ultima esercita sul nostro pianeta. Per chi volesse approfondire l'argomento, può visitare la pagina di wikipedia e relativi link: https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo.
Si sappia inoltre che nel 1967 il Sistema Internazionale delle Unità di misura (SI) ha definito il secondo come 9 192 631 770 oscillazioni della radiazione corrispondente alla transizione fra due livelli energetici dello stato fondamentale dell'atomo di Cesio, un riferimento più sicuro dato che, in fisica, l'atomo di Cesio dovrebbe comportarsi sempre allo stesso modo.


VENIAMO ORA AL LA:

Storicamente era il nome attribuito alla nota più grave che i frati potevano intonare nei Canti Gregoriani: questa nota variava a seconda della capacità dei coristi ed al loro stato di salute. Ma veniamo a tempi più recenti: quando strumenti diversi suonano assieme, per essere intonati, devono ottenere lo stesso suono in termini di frequenza, quando suonano la stessa nota musicale. Pertanto, prima di un'esecuzione, i musicisti di un'orchestra accordano il proprio strumento su un valore standard di riferimento: il LA.
In passato, ogni orchestra era accordata diversamente. Si accordava ad orecchio, oppure più comunemente ci si basava sull'organo della chiesa locale, che poteva essere accordato calante o crescente rispetto all'organo del paese appena confinante.
Il concetto di standard era ancora lontanissimo fino a quando, nel 1711, John Shore inventò il diapason!

Uno dei primi diapason.

Con questo strumento metallico, era possibile avere un valore di riferimento affidabile. I diapason rinvenuti in quell'epoca avevano un valore compreso tra i 400 e i 420 Hertz (ovviamente è stata rimossa la ruggine e altre scorie che, appesantendo il metallo, ne avrebbero abbassato la frequenza).
Nonostante ce ne fosse la possibilità, nessuno si uniformò ad uno o più standard, bensì vi fu addirittura una corsa a chi utilizzava il diapason più acuto. Nel 18° secolo le orchestre Londinesi accordavano il LA a 455 Hertz, ben presto però i cantanti, abituati a standard inferiori, lamentarono per l'inevitabile affaticamento delle proprie voci: fu allora che il governo Francese decise di stabilire il primo standard per il LA a 435 Hertz nel 1859, fatto che all'epoca destò l'interesse del compositore italiano Giuseppe Verdi.


Sfatiamo il primo mito:

Giuseppe Verdi utilizzava il LA a 432 Hertz. Come tutti i compositori di musica classica e operistica, a Verdi interessavano tre cose:

  1. Una ottimale resa strumentale da parte di ogni singolo elemento orchestrale.
  2. La resa vocale dei cantanti, che dovevano essere in grado di cantare le sue opere dall'inizio alla fine in modo impeccabile.
  3. Fare bella figura e portare a casa la pagnotta. Per questo i punti 1 e 2 erano a dir poco essenziali per il mestiere del compositore.

Venuto a sapere dello standard Francese, Giuseppe Verdi insistette affinché il governo Italiano seguisse l'esempio, come si evince da questa sua lettera, scritta nel 1884:

"Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale, io consigliai venisse seguito l'esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d'Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all'orecchio, ch'io aderisco di buon grado.
Sarebbe grave, gravissimo errore adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450. Io pure sono d'opinione con lei che l'abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell'esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto.
Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome La a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?"

E' evidente che Verdi aveva a cuore la musica e la sua divulgazione, mentre era meno tollerante verso le voci "strozzate" dei coristi a causa di un diapason troppo acuto. Per Verdi quindi, usare un LA a 435 Hz o 432 Hz non faceva alcuna differenza.
Esatto. Non era per niente fissato con il LA a 432 Hertz. Era invece terrorizzato dalla proposta di alzare il diapason a 450 Hertz: avrebbe significato dover riscrivere tutte le sue composizioni un semitono giù, per mantenere la sonorità delle sue orchestre.                                                     (Immaginatevi le imprecazioni nel dover trasporre un brano da SOL, che ha un solo accidente in chiave, a FA#, che di accidenti in chiave ne ha ben sei...)

Per gli Inglesi, il diapason di 435 Hertz era troppo basso, infatti le condizioni climatiche in Inghilterra erano diverse, l'umidità condizionava l'accordatura degli strumenti in legno, in altre parole era difficile mantenere l'intonazione durante i concerti: per ovviare a questo problema, decisero di stabilire il loro LA a 439 Hertz, per avvicinarsi comunque alle sonorità delle orchestre Francesi.

Seguirono anni in cui in pochi adottarono uno standard, poiché le orchestre preferivano scegliere lo stesso diapason utilizzato per comporre la musica che andavano ad eseguire, soprattutto per agevolare i cantanti: un diapason basso agevola il cantante negli acuti, un diapason più alto agevola il cantante nelle note gravi.
Tra il 1917 e il 1920, l'American Federation of Musicians alzò lo standard inglese di 439 Hz a 440 Hz, poiché 439 è un numero primo, difficile da implementare nei calcoli matematici. Ne derivò che a partire dal 1926 si diffusero in tutto il mondo un gran numero di strumenti accordati a 440 Hz, importati dall'America.
Solo nel 1939, durante un congresso a Londra, si stabilì il 440 Hz come standard internazionale, e nel 1951 il LA a 440 Hz entrò a far parte dell'ISO(
organizzazione internazionale per la normazione).

Altri miti da sfatare:

  1. "Il 440Hz induce aggressività rispetto al 432Hz." Questo non è mai stato riscontrato: è dimostrato invece che l'ascolto di un brano con un certo diapason, seguito dall'ascolto dello stesso brano con un diapason diverso, provoca lo spostamento del cosiddetto Centroide Spettrale, ovvero la media matematica delle frequenze armoniche di un suono che il nostro orecchio percepisce, in un dato momento. Se questa media si alza, il nostro cervello percepisce "brillantezza" nel suono, mentre lo percepirà più "scuro", qualora tale media si dovesse abbassare. Un altro interessante studio è stato fatto nel 1994 da Daniel J. Levitin, studioso che dimostrò come ogni persona possieda una piccola percentuale di orecchio assoluto, dovuta all'abitudine di ascoltare musica ad un determinato diapason: questa abitudine inconscia rende le persone capaci di notare minime variazioni nell'intonazione. Solitamente la sensazione che scaturisce da un repentino cambio di intonazione è la sorpresa. Questo esperimento si può provare a casa: prendete una canzone che conoscete molto bene, e create due versioni, una a 440 e una ad un diapason qualsiasi. Ora mettete queste due versioni in una playlist, creando molte copie della versione a 440. Ascoltate il brano e fate caso alla sensazione che avvertirete quando capiterà la versione col diapason diverso (senza che ve ne rendiate conto prima, altrimenti l'esperimento sarà vano).

2. "Il 432Hz è stato sostituito con il 440Hz dai nazisti" durante il congresso di Londra nel 1939. Questa diceria priva di qualsiasi fondamento, sembrerebbe proprio pensata per convincere la gente ad ascoltare/acquistare musica a 432Hz. I Nazisti hanno fatto cose terribili, che tutt'oggi ricordiamo affinché non si ripetano. Strumentalizzare una cosa tanto seria per vendere materiale a 432 è vergognoso.

Come scritto precedentemente in questo articolo, il LA a 440 Hz fece la sua comparsa nel 1917 e venne diffuso nel mondo attraverso la massiccia esportazione di strumenti musicali Americani (anti-nazisti).

3. "Il LA a 432Hz risuona con il nostro pianeta, poichè è multiplo di 8Hz, che corrisponde alla risonanza Schumann, ovvero la frequenza alla quale vibra l'asse terrestre." Questa frase è molto vaga. Anche 440 è multiplo di 8. Inoltre la risonanza Schumann è stata rilevata con valori che oscillano tra i 7,83Hz ed i 13Hz, e soprattutto non ci sono prove scientifiche che essa possa risuonare con grandezze fisiche molto diverse, come le note musicali.

4. "Il LA a 432Hz risuona con il DOa 256Hz, che è in armonia con la risonanza Schumann di 8Hz". Di nuovo la risonanza Schumann. A parte questa coincidenza priva di fondamento, va detto che per ottenere queste due note all'interno della stessa scala di note, sarebbe necessario utilizzare la scala Pitagorica, un sistema di accordatura abbandonato più di 500 anni fa, per via dell'intonazione sempre più crescente delle quinte.

Pitagora

Per capire meglio il concetto, va affrontato un discorso complesso. Il temperamento.                        Il temperamento è un sistema di accordatura che permette di dividere un'ottava in un certo numero di note musicali. Storicamente sono stati sperimentati molti tipi di temperamento, fino al concepimento di quello attualmente in uso, che si chiama Temperamento Equabile: quest'ultimo stona impercettibilmente tutte e 12 le note, in modo da consentire ai musicisti di utilizzare qualsiasi nota come centro tonale, senza variare la qualità degli intervalli. Ne consegue che un Do maggiore avrà la stessa sonorità di un Do# maggiore, così come di un Re maggiore, e così via. Facciamo adesso giusto un po' di matematica: accordando il LA a 432Hz nel temperamento equabile, otteniamo un Do pari a 256,8686868 e non a 256Hz; se invece stabiliamo il DO a 256Hz, avrebbe più senso, almeno per chi crede che il pianeta vibri a 8Hz : 8x2=16, 16x2=32, 32x2=64, 64x2=128, 128x2=256 ...E il LA? Il LA temperato uscirebbe a 430 Hz. Insomma per entrare in risonanza col pianeta dovremmo suonare sempre e solo in do, accordando gli strumenti col diapason a 430Hz, e non a 432Hz!

5. "Gli strumenti accordati a 432 Hertz suonano meglio". Questo discorso può valere per gli strumenti a corda: se lo strumento in questione regge la tensione delle corde, inferiore a quando si accorda a 440 Hertz, l'unica conseguenza sarà che tutto lo strumento suonerà 1/6 di tono calante. Diminuire la tensione delle corde, allungare uno strumento a fiato, allentare le pelli di un tamburo porterà sempre e comunque allo stesso risultato: note più gravi.

Atomo di Cesio.

6."il numero 432 rispecchia la geometria sacra". Geometria Sacra e suono non sono esattamente sovrapponibili.
Stiamo parlando di suoni espressi in: quantità di oscillazioni ogni 9miliardi 192milioni 631mila 770 oscillazioni dell'atomo di Cesio. Se il secondo che conosciamo durasse appena 2 centesimi (di secondo) in più, lo stesso suono che oggi percepiamo con il numero 432, dovremmo invece chiamarlo 440 Hertz, mentre il nuovo 432 risulterebbe di 430 Hertz.
Questo fa capire quanto il secondo sia un'unità di misura arbitraria.

7. "Gli esperimenti di cimatica mostrano che il 432hertz genera distribuisce la sabbia in forme geometriche meravigliose, il 440hertz no". Falso. Non esistono frequenze "sterili", qualsiasi frequenza genera armonici e quindi puo' disporre la sabbia secondo figure geometriche, negli esperimenti di cimatica. Quello che cambia è l'affinità delle piastre metalliche per certi tipi di frequenza, il che dipende dalle proporzioni tra il peso, le dimensioni e lo spessore del metallo con cui è costruita la piastra. Inoltre, affinché l'esperimento vada a buon fine, la superficie della piastra deve essere perfettamente liscia. Ecco un video da vedere: Esperimento di Cimatica

Sicuramente ci sono altri fatti da smentire, riguardo al mito del LA a 432 Hz, tuttavia abbiamo riportato quelli più diffusi.


In conclusione, riportiamo quanto detto nella premessa iniziale: abbiamo scritto questo articolo per favorire l'informazione, la cultura e la musica. Crediamo che se si hanno dubbi su qualcosa, è bene informarsi o sperimentare in prima persona.                                                                            Sicuramente il diapason 432 Hz viene sfruttato a scopo di lucro, facendo credere che sia la scelta più saggia, laddove basterebbe informarsi con un minimo di rigor di logica per rendersi conto che la differenza, nella Musica, non la fa certamente il diapason.

Pensiamo a fare buona musica, anche a 432, se il numero piace e le tasche lo permettono!       (questo va detto: riaccordare un pianoforte o farsi costruire degli strumenti con un diapason può essere molto costoso, e tutto sommato non cambia nulla, semplicemente diventa più complicato suonare con altri musicisti).

Ciao!